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Monte Legnone, la forma della nuvole

Fotografo le nuvole nel loro paesaggio
perché voglio prenderne la mutevole forma. Nulla più della natura
stimola la fantasia, la creatività e la conoscenza.
Sassi, nuvole, raggi di sole che filtrano, questo è il paesaggio dove i
miei pensieri ora posseggano. Radici di alberi vecchi, impressionanti,
sono loro a tenere su la montagna.
Città e montagna sono diverse, ma entrambe fatte per la vita dell'uomo,
così diverse e opposte, perciò ugualmente interessanti, esse sono
perfette per la nostra vita. Tralicci o pali è comunque e sempre la luce
a rendere l'opera e l'attività, l'industria e la campagna interessanti
per il modo in cui ne svela o nasconde i volti e i dettagli.
Strada o sentire, ma sempre è una via da percorrere; lì e sempre lì
scorre e scorre e scorre la vita. Qui camminando sento di non essere mai
solo, il mio pensiero mi accompagna sempre, la mia curiosità o
sensibilità nei confronti del mondo e della vita portano le riflessioni
sui particolari che lo sguardo percepisce.
Qui vedo rocce come non ne ho mai viste prima: sono forti e imponenti;
mostrano le pieghe della loro materia operate da forze ignote e ormai
scomparse, onde immobili, osservabili in ogni particolare, vena o cambio
di direzione. Queste si mostrano rugose e valide, eppure sono sempre
onde. Seduto sull'erba umida e coi piedi scalzi e senza idea di come ci
sia arrivato, così aspetto la luce che renda vive queste rocce. Faccio
scorrere la mano luogo queste onde. Il sole dissolve una nuvola del
tardo
pomeriggio, allora la luce arriva diretta e quasi perpendicolare, così
la materia diventare un fascio di muscoli rossi irrorato da numerose
vene. La natura è viva sotto la mia mano, si muove, anche il mondo è
vivo e si muove. Infatti tutto cambia, e da quassù tutto sembra danzare
al ritmo di onde modellanti.
La sensazione di questo movimento è che anche la materia
di cui siamo costituiti è distruttibile e mutabile, come quella di tutte le
cose della natura, sotto le spinte di quelle forze modellanti. Così non mi è possibile fare altro che seguire le nuvole
nel vento, nuvole che corrono e danzano, nuvole che non sono alla rincorsa di
quel mutamento continuo che mi da la sensazione di essere vivo e parte di un
tutto vivo da cui dipendo e del quale sono una parte importante e attiva, poiché
sono legato ad altri elementi di questo tutto, nel quale credo che tutti siano
alla ricerca della propria autodeterminazione e del proprio posto.
C’è sicuramente una ragione se questa roccia è su questa
montagna, in questa valle e volto a ovest, verso la luce dell’intero orizzonte
al tramonto. Non credo che sia qui per caso e che tutti trovino la propria
ragione.
Qui il cielo, le nuvole e il sole sono elementi d’arredo
quotidiano, segni grafici alle finestre e all’orizzonte l’elemento naturale dell’acqua
si avvinghia a quelle rocce in lingue o vene magnifiche. Ciò che si vede da
quassù sono l’azione del vento, le nuvole, l’acqua, la roccia e la luce e io
sono piccolo di fronte a questi, così come credo che
qualsiasi altro si sentirebbe se posto a
confronto con
questa natura viva e
forte, energica e non allegra, ma in allegro e continuo movimento.
Re Daniele 2-07-2013
Work in Progress...