lunedì 30 giugno 2014

Henry Peach Robinson


*Attenzione: la seguente biografia è frutto di una ricerca personale che prende informazioni da varie fonti: i siti http://www.storiadellafotografia.it/; https://it.wikipedia.org/wiki/Pagina_principale; altre pagine di piccoli siti o blog dei quali purtroppo no ho mai segnato l'indirizzo (per tanto invito chi trovasse all'interno della mia ricerca proprie frasi non esisti a segnalarmelo, cosi provvederò a rendere pubblica la fonte); http://www.nicolafocci.com/2013/03/dietro-le-quinte-fading-away/; da articoli e recensioni pubblicati sulle pagine artistiche e culturali di http://www.corriere.it/http://www.repubblica.it/http://www.ilsole24ore.com/, http://it.wikipedia.org/wiki/Pagina_principale; le pubblicazioni “I Grandi Fotografi” edito da Fabbri  e curato da Romeo Martinez e Bryn Cambpell, “I Grandi Fotografi, Testimonianze e Visioni del Nostro Tempo: Magnum Photos” edito da Hachette e Il Sole 24 Ore in collaborazione con Contrasto (http://www.contrasto.it/), “Foto Note” edito da Contrasto, “Breve Storia della Fotografia” di Jean-A. Keim edito da Enaudi.
*ATTENZIONE: il presente articolo può essere utilizzato solo per fini didattici  e informativi ed è consentita la pubblicazione con indicazione di firma, data e sito dell’autore (http://www. rephotowriter.blogspot.it /), si chiede gentilmente di comunicarlo all’autore (danyre@hotmail.it)


Henry Peach Robinson

Henry Peach Robinson  nacque a Ludlow il 9 luglio 1830, morì a Tunbridge Wells il 21 febbraio 1901, fu un fotografo britannico, esponente attivo del movimento pittorialista e sperimentatore della tecnica del fotomontaggio, che utilizzò in tutta la opera. Raggiunse la celebrità nel 1858 con la foto, fortemente simbolica, intitolata Fading Away: dove sono rappresentati il fidanzato, la madre e la sorella mentre circondano il letto di una fanciulla morente.
Iniziò la sua professione come libraio, ma, influenzato dal’opere del pittore William Turner, si interessò di pittura e nel 1850, guidato da Hugh Diamond, scoprì la fotografia a cui si appassionò talmente tanto che nel 1857 abbandonò l’attività libraia per aprire un laboratorio fotografico, nel quale si occupò del ritocco fotografico dei ritratti,  a cui applicava il colore o ne correggeva le imperfezioni direttamente sul positivo. Insoddisfatto della resa delle pellicole, utilizzò estesamente la tecnica del montaggio di più fotografie esposte diveramente per le luci e per le ombre, così da rendere correttamente i toni del paesaggio.
Una delle tecniche più usate all'epoca era quella all'albumina, dove un composto di albume d'uovo e nitrato d'argento veniva spalmato su una lastra di vetro, questa emulsione, come altre tra le prime, era più sensibile alla luce blu, la quale si imprimeva più rapidamente, motivo per cui risultava indispensabile il fotomontaggio in fase di stampa.
Fu uno dei membri fondatori del circolo fotografico Linked Ring Brotherwoow, e un membro della Compagnia d'Onore della Royal Photographic Society. Robinson fu tra i più noti ed influenti pittorialisti inglesi, non solo  per il suo contributo tecnico, ma anche  per i numerosi saggi teorici incentrati sul tentativo di dimostrare il valore artistico della fotografia a confronto con la pittura. Nei suoi libri Robinson  spiega le tecniche per fare fotografie artistiche e dice di non esitare a ritoccare quando è necessario.
Si sposò nel 1859 ed in seguito affermando che prima è la fotografia, poi la moglie.
Nel 1864 abbandonò la pratica di fotografo per i problemi di salute causati dai chimici utilizzati nel processo fotografico. Mantenne comunque vivo il suo interesse pubblicando nel 1869 il saggio Pictorial Effect in Photography, Being Hints on Composition and Chiaroscuro for Photographers e Picture-making by photography.

La sua progettualità consisteva nella lenta e scrupolosa elaborazione di scene e  soggetti a partire da disegni e schizzi preparatori, per passare poi alle precise ripresi dei soggetti in posa e l’accurato montaggio in camera oscura col fine di ottenere immagini complesse, elaborate e precisamente composte nelle loro linee e volumi. I temi da lui trattati erano realistici, in conformità con la moda del tempo. Attraverso il fotomontaggio eliminava le perdite di nitidezza ai bordi degli obiettivi e restituiva immagini nitide in tutta la loro superficie. Come ultima fase passava alla rifinitura con tinta e pennello per correggere le imprecisioni.
Robinson è stato anche uno dei combattenti per il riconoscimento della fotografia come forma d'arte a tutti gli effetti. Nella disputa tra fotografia – tecnica e fotografia – arte questa era considerata dai più come un  semplice strumento di riproduzione, a causa dei procedimenti meccanici richiesti.
Lo scopo del movimento pittorialista fu quello di  elevare il mezzo fotografico al pari della pittura. I pittorialisti usavano  tecniche e processi che rendevano l'immagine simile ad un disegno, come la stampa alla gomma bicromata o al bromolio, gli obiettivi soft-focus o la stampa combinata di più negativi su di un unico positivo. Essi preferivano il procedimento della calotipia, nel quale la superficie della carta rendeva confusi i dettagli piuttosto che le tecniche di ripresa su lastra di vetro.