giovedì 8 novembre 2012

Sfidiamo il Tempo

*ATTENZIONE: il presente articolo e le foto correlate possono essere utilizzati solo per fini didatticie informativi,non commerciali ed è consentita la pubblicazione con indicazione di firma, data e sito dell’autore (http://www. rephotowriter.blogspot.it /), si chiede gentilmente di comunicarlo all’autore (danyre@hotmail.it)

Pinhole Photography
Work in progres...
 
Nota Tecnica: Foto realizzate con il foro stenopeico, Holga 6X12, su pellicola Kodak Portra 120 160 ISO
In tutte le fotografie destra e sinistra sono invertite poiché il foro stenopeico, per le sue proprietà geometriche e fisiche, crea un’immagine in cui le direzionalità alto-basso e destra-sinistra risultano invertite rispetto a ciò che vede il nostro cervello, ma affine a ciò che percepisce il nostro occhio.
Pertanto quello che si vede nel positivo non è reale, non può esserlo, è l’opposto del reale: è la sua immagine, attraverso la quale noi, come membri della società di massa, facciamo la conoscenza del mondo e di nostri simili e cosi li rappresentiamo.
Re Daniele 05-01-2013

La tecnica del foro stenopeico è la più antica tecnica per prendere immagini dalla realtà; oggi la si vede rinascere in parallelo alla velocità e alla portabilità della fotografia digitale.
La slow photography attraverso quel piccolo foro permette di imprimere oltre che la luce anche alcune molecole del soggetto e le vibrazioni dell’aria circostante, la sua umidità e il suo odore, rendendo cosi unico e identificabile il cliché: la visione si concretizza attraverso l’opera della presenza umana.
Imprecisione dei contorni e dei dettagli, imperfezioni di polvere ma comunque tutto sempre a fuoco, in una visione opposta a quella umana, in una luce e in un tempo lontani se non solo immaginabili.
Re Daniele 28-01-13 
“Ma cosa stai cercando?”
Mi chiese un anziano una notte mentre passeggiavo lentamente lungo la riva del fiume Adda con in mano due torce elettriche.
Effettivamente! Una domanda più che lecita!
Me lo sono chiesto anch’io che cosa stessi cercando.
Cercavo di capire cosa fosse il tempo osservando i dettagli di quei luoghi dove l’azione dell’uomo e quella della natura s’incontrano e si scontrano, come se non fossero mai stati uniti dal vincolo della sopravvivenza.
In effetti: quanto tempo ci vuole per costruire un muro e delle scale per salirvi? Quanto tempo impiega l’erba a crescere dalla terra smossa per la costruzione di quel muro? Quanto tempo impiega il muschio per ricoprire quel muro e quelle scale?
Sono in riva al lago e osservando la corrente dell’acqua mi chiedo: quanto è vecchia l’acqua?
Pensandoci il tempo arriva dal sole: con il suo sorgere e tramontare esso ci ha dato l’unità fondamentale, il giorno.
Ieri, oggi, domani.
Quando si cerca qualche cosa sembra che si stia sprecando il proprio tempo nel momento in cui la ricerca infruttuosa cessa anche solo per un secondo!
Il tempo non può che essere una percezione sensoriale ed intellettuale del mondo e della sua essenza: il mutamento di qualcosa e la sensazione di esso.
Un pensiero sulla possibilità di descrivere la differenza della percezione del tempo, spazio e sviluppo dei pensieri delle diverse persone all’interno di una piazza è a dir poco folle! È ovvio che ognuno abbia la sua percezione di tempo, spazio e sviluppi dei pensieri, siamo esseri umani, ci siamo evoluti sviluppando diverse sensibilità e caratteri che concentrano la nostra attenzione su cose diverse.
Nel medesimo istante tutti pensano a cose diverse, dicono, fanno, vedono e prestano attenzione a cose diverse anche se presenti nello stesso luogo; questo accade proprio perché siamo esseri umani, coscienti e cognitivi. Non credo ci sia altro modo di spiegare questo fenomeno se non con questo fatto, tentare di descriverlo con altre parole sarebbe a me impossibile, l’unico modo per capirlo è osservarlo.
Con tutto questo mio discorso non ho dato una risposta alla domanda “Che cos’è il tempo?” e neanche a quella iniziale “Che cosa stai cercando?”.












Arco inscritto nel cielo dal sole al solstizio d'inverno, visto dal Monte Barro

Arco inscritto nel cielo dal sole e dalla luna piena il 7 Gennaio 2015, visti dal lago di Garlate