lunedì 15 ottobre 2012

Una città verde

*ATTENZIONE: il presente articolo e le foto correlate possono essere utilizzati solo per fini didattici  e informativi,  non commerciali ed è consentita la pubblicazione con indicazione di firma, data e sito dell’autore (http://www. rephotowriter.blogspot.it /), si chiede gentilmente di comunicarlo all’autore (danyre@hotmail.it)


                                                                                                              
L’EXPO 2015 ha come temi “nutrire il pianeta” e “il verde”, tema che mancherà dall’agenda dell’evento: questa è una delle motivazioni del progetto, che si propone come obiettivo l’indagine nel territorio comunale di Milano delle aree verdi.
Perché: questo progetto nasce dalla domanda, esigenza di sapere, “Milano è una città verde?” e si propone di indagare gli aspetti architettonici e utilitaristici delle aree a verde presenti all’interno del territorio comunale.
Pertanto gli aspetti su cui si concentra l’indagine riguardano il dove sono presenti queste aree, la quantità, la qualità e le specie degli elementi arborei presenti, come queste aree vengono mantenute e come sono utilizzate dalla comunità,come sono strutturate (giardino all’italiana, giardino nord europeo) e se esse posseggono, in funzione dei parametri analizzati, una reale utilità per gli abitanti o se sono una pura espressione estetica di riempimento dello spazio urbano.
Come: l’analisi del territorio viene condotta per aree di appartenenza e in un periodo di tempo di 5/6 mesi, dall’inverno all’inizio dell’estate; questa analisi si muove nella direzione di definire se all’interno del territorio del comune di Milano le aree verdi sono effettivamente utili al benessere dei cittadini, in una città dove per motivi ambientali e atmosferici, soprattutto nel periodo invernale, l’inquinamento dell’aria supera troppo spesso i limiti imposti dalla legge.
La mia area di indagine è compresa tra Piazzale Loreto e Stazione Centrale, passando per Viale Brianza, salendo poi fino a Largo Valentino e seguendo il Naviglio della Martesana fino a Gorla e Cimiano per poi proseguire giù verso Piazzale Loreto per via Palmanova.
Cosa: Indagine sulla forma e sulla struttura dell’elemento arboreo e/o della disposizione spaziale della piantumazione degli elementi stessi in relazione al contesto urbano di appartenenza.
Perché: l’uomo con la sua azione di manutenzione del verde ne modifica le caratteristiche strutturali, partendo dalla forma delle piante con la potatura per arrivare alla definizione della geometria spaziale della piantumazione.
Anche il contesto urbanistico che l’uomo ha costruito attorno al verde o nel quale lo ha inserito concorre a generare una forma nella struttura arborea, poiché elementi come la luce, l’aria, l’acqua e la terra subiscono le influenze delle attività umane, che con le loro costruzioni ricreano canyon scavati da strade che, percorse incessantemente dalle macchine, inquinano l’aria, che diventa poi acqua che si trasmette alla terra, là dove tutto comincia, dove l’elemento arboreo affonda le sue radici.
Comunque sia, in un ambiente naturale inquinato e degradato, talvolta persino ricostruito, in quelli che sono piazzette e parcheggi e spartitraffico la natura ha la forza di reagire alle condizioni dell’ambientecircostante per sopravvivere e rinnovarlo.
Ripartiamo, 27-04-12
La prima domanda che viene spontanea pensando alle aree verdi presenti in una città, una grande città con molti abitanti è “perché queste aree?”, a cosa servono? Sono utili o solo belle? O neanche quello? Perché mantenerle? Perché no? Perché ci servono?
Ma la domanda più giusta non è “perché le aree verdi? Perché si, perché no!” ma “come le aree verdi?”, come devono essere per generare un’utilità? Come vanno utilizzate e mantenute?
Non bisognerebbe chiedersi il perché, la risposta è fin troppo ovvia: le piante rigenerano l’aria producendo ossigeno, necessario alla vita, eliminando l’anidride carbonica.
La domanda giusta è “come favorire ciò?”.
C’è bisogno di un po’ di intelligenza, di educazione e l’umana consapevolezza che il verde è un bene di tutti.
Nulla più, tutto qua.
Re Daniele 26-01-12













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