sabato 19 gennaio 2013

Dove stiamo andando? Città

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Nota tecnica:
Questo lavoro è stato realizzato con una Lubitel 166B 6x6 con pellicola Kodak T-Max 100 e 400 ISO; i negativi sono poi digitalizzati.
Dove stiamo andando? Città
Lecco Piazza Cermenati 12-2012

“I giovani sono il futuro, chi non ascolta le loro esigenze si taglia le gambe da solo” ha detto un insegnate ad un giornalista di un Tg in occasione di una recente manifestazione degli studenti contro i tagli alla istruzione pubblica.
Un breve episodio per incominciare: seduti su una panchina lungo il marciapiede tra i binari quattro e cinque della stazione FS di Monza ci sono due uomini, entrambi hanno passato la quarantina, uno è italiano mentre l’altro proviene dell’est Europa (così si direbbe dall’accendo), stanno fumando e parlando dei fatti loro. Uno dei due finita la sigaretta, non essendoci nei pressi un posa cenere pubblico, lancia il mozzicone ancora acceso tra il porfido dei binari, dal quale si levano per meno di un secondo scintille rosse; poco dopo anche il secondo compie lo stesso gesto.
Non è raro vedere  cicche di sigarette lungo i binari delle stazioni, né tanto meno cogliere in flagrante chi le lancia, è pratica comune come non utilizzare gli appositi posa cenere.
Forse non è solo colpa della mentalità (a quel che è pubblico ci pensino gli altri, io devo fumare la mia sigarettina) ma anche di chi ha progettato i posa cenere e di chi li ha commissionati e lì posti.
Il punto è che la gente va educata passo passo.
Un altro episodio: sempre alla stazione di Monza, è sera e un giovane sui vent’anni appena sceso dal regionale per Bergamo percorre a passo svelto la banchina, in mano ha una lattina e passando accanto al cestino per la raccolta differenziata, senza guardare la getta nel sacco della carta, rendendo vana l’attenzione di chi prima di lui aveva  gettato la carta nella carta. Un puro gesto di maleducazione.
Nella stazione FS di Calolziocorte-Olginate anche se i pendolari tutti stessero attenti alla differenziazione dei rifiuti l’opera sarebbe vana comunque, poiché l’addetto preposto alla pulizia  passa e svuota tutti i sacchetti in un unico sacco viola.
Per quanto riguarda i pendolari si può fare lo stesso discorso fatto per l’utilizzo dei posacenere, ma non per l’addetto alla pulizia.
Forse il punto è che noi italiani siamo un po’ cosi: inconcludenti, abbiamo i mezzi e le possibilità per fare le cose, ma non arriviamo a concretizzare lo sforzo in qualcosa di pienamente utile e funzionale.
Un po’ manicheo questo pensiero? Forse, ma diciamo le cose come stanno: c’è tanto di buono ma anche tanto da cambiare.
Pensiamo alle nostre città: non è facile trovare istituzioni o enti pubblici che appoggino manifestazioni di pensiero diverse dalla linea guida tradizionalista.
I primi passi sono sempre i privati a farli, proponendo iniziative che devono essere vagliate dai membri di commissioni pubbliche.
Se delle buone idee vengono bocciate una, due, tre volte è ovvio pensare che non verranno accettate la quarta e quindi non saranno ripresentate.
È chiaro: la mentalità della gente non cambia dall’oggi al domani, sono i rappresentati eletti dal popolo che dovrebbero avere la lungimiranza di capire i bisogni cui va incontro il paese e prendere le decisioni atte a indirizzare e favorire la situazione futura. Questo sia a livello statale sia locale: non bisogna aspettare che le cose cambino da sé, le si devono accompagnare.
Come si fa a cambiare la mentalità della gente?
È un percorso lungo e faticoso che richiede impegno e costanza, ma non è impossibile, bisogna cercare di abituare le persone alle cose  nuove o a vedere in modo diverso.
Come si fa ad abituare la gente a qualcosa di nuovo o di diverso?
Lo si mostra, lo si spiega, si invoglia a “provare”e si rende facile ed accessibile il processo; attraverso manifestazioni culturali pubbliche, aperte a tutti o facilmente accessibili,  il pensiero può diffondersi mediante la comunicazione di quei nuovi termini che arricchendo il background culturale del singolo e della collettività fanno crescere la mentalità ed il pensiero.
Ma guardando agli eventi più recenti di tagli e riduzioni a cultura e istruzione viene da chiedersi se siamo forse arrivati ad un punto dove la cultura, il pensiero e l’ingegno non possono proseguire e andare oltre? Anche se ciò fosse vero e, come si sente dire in giro, tutto fosse già stato fatto, le invenzioni, le espressioni di pensiero e artistiche del passato sarebbero comunque utili e importanti per dare peso e sostanza all’esperienze presenti.
Inoltre non pare ci siano grandi problemi in un maggiore investimento nella cultura e nell’istruzione: se vogliamo possiamo vedere un incremento del turismo, sia estero che interno, quindi economia che gira, basterebbe attrezzarsi meglio, la pubblicità non dobbiamo nemmeno farla ci hanno già pensato i vari Leonardo, Michelangelo, Dante, Manzoni, Canaletto, Guardi, Cattelan e tutti gli altri!
Il nostro paese, l’Italia, è ricchissimo di cultura: una risorsa importante per il turismo e l’economia, ma non solo, anche per noi!
In una città come quella di Lecco, che sembra essere ferma da anni, ad esempio manca una adeguata riqualificazione delle aree industriali dismesse, contrariamente ad altre città europee, in favore di una costruzione selvaggia e massiccia di nuovi complessi residenziali dall’aspetto poco personale e caratteristico (anzi spesso spersonalizzanti) che tendono ad uniformare la vista e il paesaggio e che tolgono terreni boschivi, quindi paesaggio.
“Dovremmo prendere esempio da altre realtà europee, come Londra e Berlino, che sanno gestire le risorse che hanno a disposizione, creare progetti e farli funzionare e che, soprattutto, diano spazio alle esigenze dei giovani” D.F. e B.G.
Un progetto che sta prendo forma proprio in questi mesi a Lecco è il nuovo polo universitario del Politecnico di Milano che potrebbe essere un punto di forza per l’economia e la politica futura del territorio. Purtroppo mancano infrastrutture, servizi e la volontà da parte degli enti locali di aiutare a cambiare la situazione in una prospettiva futura a lungo termine, soprattutto non ci sono iniziative che coinvolgano la gente e che permettano loro di ampliare le proprie vedute su quei progetti che potrebbero portare un benefico comune.
Ora la futura università è solo un grande complesso in costruzione nell’area del vecchio ospedale, nulla di più.
“La ricerca del benessere e dell’arricchimento personale possono rivelarsi una cosa buona se derivano da attività atte a migliore la situazione, ad esempio il turismo qui a Lecco può essere incrementato, se qualcuno vede un guadagno personale nell’offerta di nuovi servizi ben venga”(B.G.), purché si rispettino le regole stabilite degli enti pubblici.


Re Daniele 11/12-2012 
                        Dove Stiamo Andando? Società;
                        Dove Stiamo Andando? Lavoro e Istruzione;